Allarme coronavirus o ansia esagerata?

Da quando il corona virus è entrato prepotentemente nella nostra vita, da un mese a questa parte tutto è cambiato. Negozi cinesi chiusi (per ferie ndr) loro che non riposano manco a Natale e capodanno, tutti i settori della ristorazione colpiti con una perdita di clienti del 70%, attività sportive sospese, attività commerciali in ginocchio, discoteche chiuse, luoghi pubblici come centro commerciali deserti, fobia della pulizia arrivata a livelli estremi. Detergente per le mani introvabili o a prezzi assurdi, in un business che arricchisce chi approfitta del malessere e delle malattie.

I casi di coronavis in Italia e nel resto del pianeta sono in aumento, ma la percentuale dei decessi colpisce gente della terza età e con patologie respiratorie croniche. Tuttologo, esperti e fake news si accavallano giornalmente. C’è chi parla di allarme procurato, chi di incapacità a gestire la situazione da parte dei governi, chi di scelte discutibili come chiedere le scuole con il virus già arrivato da tempo in Italia, ma con attività commerciali e metropolitane, luoghi in cui la calca di persone è considerevole ancora aperti.

Scelte che hanno lasciato perplessi un po tutti, immobilismo e fobia da parte della gente a uscire, a contatti, a frequentare anche luoghi aperti. I mass media proponiamo ogni giorno notizie nuove e spesso contrastanti su come comportarci, quali potrebbero essere i rimedi e cosa fare. Poi si legge che agli aeroporti di partenze non vengono fatti controlli e invece ai a quelli di arrivo con il potenziale affetto da corona virus che avrebbe potuto infettare tutti. Ognuno si è fatto un idea sulla situazione.

Chi sostiene che è una manovra del governo italiano per rimandare a data da destinarsi referendum contro l’abolizione dei parlamentari, chi sostiene che fermando il campionato di calcio e giocando le gare a porte chiuse su assicuri che lo spettacolo vada avanti, chi sostiene che il Governo italiano chiederà i danni alle unione europea per coprire il decifit.

Insomma non ne usciamo più. In compenso guardando un lato, forse l’unico positivo, meno macchine in giro, pochissime persone si incontrano per strada, in Sicilia vietato il saluto classico con il bacio e gli abbracci peculiarità tipicamente made in sud.

I poveri cinesi residenti in Italia costretti a bloccare la loro economia in fortissima espansione e chi malizioso ha pensato anche ad una mosso per destabilizzare il mercato asiatico per incentivare il made in Italy.

I cugini francesi che ironizzano con un video di cattivo gusto sulla pizza ‘corona’, mentre loro da secoli come sostengono in tanti in termini di igiene intima lasciano un po a desiderare dato che il bidet in Francia non sanno neanche cosa sia.

In buona sostanza un caos e una paura che cresce tra la gente a dismisura. E con la consapevolezza che prima o poi tutto ciò possa essere solo un brutto ricordo.

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