Arrestati quattro nomadi responsabili di tentato omicidio. Il reato nasce a seguito di una lite tra parenti che ha fatto scattare la spedizione punitiva

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Appartengono alla tribù dei “caminanti” i quattro nomadi  posti in stato di fermo di delitto degli agenti del Commissariato di Adrano.

Il tutto è accaduto lo scorso sabato, e i 4 soggetti adesso devono rispondere di tentato duplice omicidio, porto e detenzione di armi da fuoco e danneggiamento.

I 4 soggetti, sono; B.R., classe 1964 C.F., classe 1968, S.R.,classe 1996 e S.R., classe 1989, tutti accomunati dallo stesso vincolo familiare.

L’allarme per colpi d’arma da fuoco, è giunto presso la Sala Operativa del Commissariato intorno alle 13.00, ha volante ha subito raggiunto il luogo segnalato dove sono stati ritrovati tre bossoli di pistola che corrispondono ai fori di proiettili riscontrati all’interno dell’appartamento perquisito dei nomadi.

Le vittime, sono state anche loro “caminanti” e alla base della violenta aggressione, per la quale è anche stata utilizzata un’ascia scagliata contro l’abitazione, una stecca di biliardo e diverse pietre, ci sarebbe una lite nata tra due contendenti che ha provocato un vero e proprio raid di parenti.

I “caminanti” inoltre, sono stanziali presso la città di Adrano  e di solito vivono pacificamente sparsi tutti in diverse zone, ma sabato mattina, ci sarebbe stata un’offesa a detta loro imperdonabile, ovvero, la mancanza di rispetto nel linguaggio utilizzato dalle vittime nel corso del litigio, in particolare da parte di una donna, e questo ha portato alla punizione violenta.

I poliziotti sono giunti ad individuare i responsabili dopo una breve indagine che gli ha permesso di raccogliere sufficienti e gravi indizi di colpevolezza, tali da adottare il provvedimento cautelare del fermo di indiziato delitto, la cui convalida è stata richiesta alla Procura della Repubblica di Catania.

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