Catania, uccide il suo bambino di soli 3 mesi buttandolo a terra, madre arrestata: “volevo gettarlo sul letto, non ucciderlo”

Ha 26 anni la madre catanese accusata di omicidio aggravato,  la donna ha ammesso di averlo fatto, ma durante un “oscuramento della mente”.

La donna è stata arrestata su delega della Procura Distrettuale della repubblica di Catania, per i reati 575 e 577 del codice Penale, in quanto  in quanto, la donna ha lanciato più volte il bambino al suolo, il neonato aveva 3 mesi ed è morto il 15/11/2018, era stato subito trasportato  presso il pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania, qui venne intubato per via oro-tracheale., non sedato, ma non c’è stato nulla da fare, tutte le cure e l’assistenza dei sanitari  non sono serviti a nulla.

quando il bambino era stato portato in ospedale, la madre, presente riferì ai medici che il bambino si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di uno spinta che si era dato da solo , ma dopo  si accertò che  la caduta del bambino non era stata accidentale  ma che era stata la stessa madre  a scaraventarlo sul suolo

.

Poi subito dopo sono arrivate le dichiarazioni della madre: “Avevo la mente oscurata, non so spiegare cosa è successo, ma sicuramente non volevo uccidere mio figlio , non ho mai pensato di ucciderlo perchè io lo amavo”, queste sono le parole della donna davanti il pm .

L’omicidio è stato commesso i casa della nonna paterna ,la 26enne non era sposato e al bambino aveva messo il suo cognome, e a quanto rivela il legale è stata lei stessa  a chiamare aiuto, e alla richiesta è arrivata subito la nonna di 85 anni  ed il padre  ed a loro ha detto  che il piccolo gli era scivolato dalle mani, ed aggiunge: “quel giorno stava male, ed aveva chiamato suo padre che era al lavoro per dirgli se poteva tornare a casa. La  signora aveva avuto un infanzia dolorosa -aggiunge l’avvocato-  per la morte della madre,  che ha perso quando aveva 11 anni , quando è rimasta incinta è andava a vivere dalla nonna”.

inoltre, secondo l’avvocato  la 26enne ha sofferto di una grave forma di depressione post partum , che ha aggravato la sua condizione di persona fragile psicologicamente, per questo motivo il padre  aveva fissato degli incontri con specialisti, ma lei non sarebbe andata.

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