Dal set di Sotto Copertura 2 al sogno di vincere l’Oscar. La storia di Giulia Fiume, giovane attrice catanese

È stata la rivelazione della fiction “Sotto Copertura 2La cattura di Zagaria”, andata in onda su Rai 1 per quattro settimane, diretta da Giulio Manfredonia. Ma dietro i panni di Laura Riccio, poliziotta ed esperta di intercettazioni, c’è la passione, la perseveranza e la bravura di una giovane catanese. Ci sono i sogni di chi riesce ad aprire quel famoso cassetto, prendere un treno a 20 anni, lasciare la propria città e inseguire obiettivi importanti. C’è chi non molla. C’è una Sicilia che saluti, ma che ti porti dentro come un vulcano pronto ad esplodere, ottenendo risultati ambiziosi. C’è la storia di Giulia Fiume, classe 88, trasferitasi a Roma per studiare recitazione. Una passione che poi si è trasformata in lavoro.

«Ho iniziato a studiare recitazione all’età di 16 anni – racconta Giulia – frequentando il centro di formazione scenica, Atman diretta da Gabriella Saitta, insegnante e mentore di questo tortuoso percorso. All’età di 20 anni lascio il dipartimento di giurisprudenza e da Catania volo verso la capitale. Da qui inizia un nuovo percorso formativo e lavorativo: prima concludo un corso di Storia e Tecnica del Teatro con Annabella Cerliani, assistente di Gigi Proietti, poi mi laureo in Scienze della Comunicazione e conseguo anche un master in Scrittura del Cinema e della Televisione. Nel frattempo, durante la prima estate romana, inizio a lavorare in teatro».

Il curriculum di Giulia Fiume è fatto di studio e tanta gavetta. Da “Il Bagaglino” con Pippo Franco ottiene ruoli sempre più importanti, come una parte in “Le relazioni pericolose” con Corrado Tedeschi e Lorenza Mario. Nella sua carriera c’è spazio anche per la televisione, interpretando ruoli in “Don Matteo”, “Ris Messina” fino ad arrivare al grande schermo. Qui collabora con il regista Massimiliano Bruno in “Confusi e Felici” e nello stesso anno, 2014, recita nel film “Suburra”.

Ma non solo attrice, la giovane catanese mette in scena uno spettacolo teatrale. «Sono molto legata ad “Amore, Psiche e Psicolabili” – aggiunge – una commedia di cui sono autrice, regista ed ho vantato della presenza di Fioretta Mari. Questo step della mia vita racchiude un’altra mia grande passione: la scrittura. Vorrei coltivare anche questa ambizione e trasformarla in lavoro».

L’ultima sua esperienza è legata a Laura Riccio, nella seconda stagione di Sotto Copertura, personaggio con cui la giovane attrice trova molte similitudini. «Mi viene da dire che Laura sono io – conferma -. L’ho costruita assieme al regista, sposandola nel suo essere caparbia, decisa e ricca di fragilità. Un po’ come Laura, sono anche io molto coraggiosa, ingrediente necessario per chi fa questo mestiere, anche se parliamo di un coraggio diverso. Laura ha un coraggio fisico perché affronta la malattia con una grande forza».

Finita questa esperienza, Giulia pensa già al futuro. Sogna di vincere l’Oscar e di rappresentare l’Italia nel mondo. «Ho forti ambizioni – aggiunge -. Penso che avere degli obiettivi alti sia anche un modo per non porsi dei limiti. È vero, vorrei vincere la famosa statuetta, ma mi piacerebbe altrettanto studiare e lavorare in America. A differenza dell’Italia, non c’è la tendenza, da parte dei registi statunitensi, ad assegnare un ruolo simile alla tua personalità. In America puoi essere la musa di Woody Allen e poi la Lucy di Luc Besson. E Io sento di voler interpretare un personaggio completamente diverso da me».

Studio e formazione sono, secondo Giulia, leve fondamentali per chi vuole ottenere notevoli traguardi. «Non smetto mai di studiare – sostiene l’attrice – continuo a frequentare ulteriori corsi di recitazione. Persino mio padre mi prende in giro, dicendomi: “Ma ancora studi?” Io credo che la formazione vada alimentata costantemente».

Ed è proprio studiare, il consiglio che Giulia si sente di dare ai giovani siciliani che vogliono intraprendere percorsi artistici. «Anche in Sicilia ci sono buone scuole di formazione – conclude Giulia -. Ma bisogna divulgare l’arte. Consiglio, infatti, di creare gruppi di attori, sceneggiatori, registi e promuovere l’arte in tutte le sue forme. Essere attivi, creare progetti condivisi e diffonderli utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, come il web, oggi roccaforte della comunicazione. Provarci sempre, non mollare e avere una buona dose di coraggio».

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