Giarre e Riposto, stroncata dai carabinieri la cupola di La Motta

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“Iddu” e “idda”: il terrore di Giarre e Riposto, stroncata dai carabinieri la cupola di La Motta
„Spaccio di droga, estorsioni, recupero crediti, omicidi. Benedetto La Motta e la moglie Grazia Messina comandavano sul territorio giarrese. Una maxi operazione dell’Arma ha portato a 21 arresti

La cappa di paura, terrore e crimine che incombeva su Giarre e Riposto sembra essere dissolta. Una poderosa operazione dei carabinieri ha portato all’arresto di 21 persone e un’altra si trova all’estero facendo salire a 22 il numero di soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare. L’operazione ha un nome che dice tutto: si chiama “Iddu” ed è l’appellativo che tutti i sodali dell’organizzazione criminale utilizzavano per chiamare il capo indiscusso, il boss Benedetto La Motta, 62 anni e un lungo pedigree mafioso alle spalle. Era lui, infatti, il punto di riferimento dei Santapaola Ercolano sul territorio e “iddu” aveva organizzato una rete di spaccio e di estorsioni molto forte e che era sopravvissuta al suo arresto.

Nello specifico i 22 finiti nella rete dei carabinieri dovranno rispondere dei reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione aggravata, lesioni aggravate. Il tutto commesso con l’aggravante del metodo mafioso. Sono state lunghe e complesse le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Giarre, dal 2017 al 2019. Come racconta il capitano Fabrizio Rosati gli appartenenti alla cosca “erano molto attenti e percepivano ogni cambiamento sul territorio, anche lo spostamento di una cabina elettrica o qualsiasi altro segnale” e quindi “si insospettivano facilmente”.

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