I posti letto, l’audio e la bufera: cronistoria di una polemica

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Un sabato ‘bestiale’ per la Sanità siciliana. Ecco tutte le puntate.

PALERMO-Ero incavolato: dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano, non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché la verità è che ci sono medici che si stanno sacrificando dando l’anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per potere continuare a gestire pazienti in intramoenia”. Così all’ANSA, in serata, il dirigente della Regione Mario La Rocca, finito nel tritacarne delle polemiche per alcuni audio su una chat, pubblicati da ‘La Sicilia’. E ancora: “Quegli audio erano uno stimolo ad accelerare l’attivazione di nuovi posti per i pazienti Covid. Percepivo da parte di alcuni manager la scarsa consapevolezza da un lato per l’aumento dei contagi e dall’altro per la crisi economica generale e dunque la necessità di accelerare. Mi sono reso conto che c’era anche l’incapacità da parte di alcuni a imporsi all’interno delle proprie aziende ospedaliere anche a costo di dispiacere quei medici che non volevano trasformare i propri reparti da ordinari a Covid”. 
Si tratta dell’atto, forse, finale e dell’ultimo (?) lancio di una giornata di accuse e difese che ha investito la sanità siciliana, un ‘sabato bestiale’ di cui si è avuto sentore fin da stamattina dopo la pubblicazione di una prima agenzia.

“Basta con lo sciacallaggio

L’incipit, sempre via Ansa, era stato questo: “Tutti i dati caricati sulla piattaforma Gecos della Regione siciliana sono veritieri, tutti i posti disponibili. Una diversa azione costituirebbe reato. Vadano i Nas a controllare ovunque anche oggi. Ma basta sciacallaggi e notizie tra il detto e non detto, che hanno la sola funzione di allarmare inutilmente la pubblica opinione”. Parole proprio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca, riferite ai dati sul contrasto al contagio da Covid 19.
Che cos’era successo? Subito dopo il chiarimento: il dirigente faceva riferimento alla sua chat su Wa con i vertici di ospedali e Asp, pubblicata dal quotidiano La Sicilia, che ha pubblicato anche l’audio sul proprio sito LaSicilia.it, ‘che spinge sui numeri di letti in terapia intensiva e reparti ordinari da comunicare al governo per evitare che la regione diventi zona rossa dopo che il premier Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm per arginare la seconda ondata del Covid’. “Oggi su Cross dev’essere calato tutto il primo step al 15 novembre. Non sento ca.., perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede. Non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c’è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di terapia intensiva o ordinari. Sono a casa, da tre settimane col Covid, ed è da tre settimane che vi prego di aprire posti”.

Le prime reazioni

Le reazioni non si sono fatte attendere. Uno dei primi ad arrivare è stato Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell’isola – ha tuonato Fava -. Chiediamo al Ministero di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario, Alle ricognizioni effettuate dai sindacati, dalle quali emerge il sostanziale scostamento tra i posti indicati sulla carta e quelli realmente operativi, si aggiunge oggi la notizia di pressanti e pesanti sollecitazioni dell’assessorato regionale verso le strutture sanitarie a ‘caricare’ i dati sui posti letto.
Una sollecitazione brutale, stando alle parole del dirigente regionale La Rocca, riferite questa mattina dal quotidiano La Sicilia. Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa?”. Ecco il tema, anzi, il refrain su cui tanti hanno battuto a lungo, con successive puntate dal Pd, a M5s e le controrepliche, tra richieste di dimissioni e promesse di esposti.  

Razza difende, Boccia contrattacca

Sempre in mattinata, l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza ha detto la sua in una conferenza stampa convocata a Catania: “Rispetto agli indici dei posti letto, abbiamo dati certificati dal ministero, dalle nostre direzioni generali, dall’Agenas. Mi è sufficiente che la Società italiana anestesia e rianimazione abbia detto che siamo noi dalla parte della realtà, a loro si aggiungeranno i Nas”. 
Razza ha difeso La Rocca: “Se il direttore generale del mio assessorato, in maniera un po’ forte, ha chiamato tutti alle proprie responsabilità, penso che abbia fatto soltanto il suo dovere”. Parere opposto quello del ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie, Francesco Boccia: “I cittadini devono poter aver fiducia totale nelle istituzioni, in particolare durante una pandemia che ha messo in crisi il mondo intero. L’audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati covid”.

Musumeci: “Siamo persone perbene”

Infine, l’intervento del presidente della Regione, Nello Musumeci:La Sicilia è governata da persone perbene. E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori per fare chiarezza sulla gestione dei numeri nella gestione dell’epidemia in Sicilia: non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione. Per noi leale collaborazione istituzionale significa questo”.
Ecco la cronistoria di una polemica, forse di una gazzarra, mentre sullo sfondo risuona ancora l’eco delle sagge parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che invocano unità e concordia contro la pandemia. E, ogni volta, sembrano tutti d’accordo.





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