I Soldi Spicci parlano di cinema, social, teatro e “La Fuitina sbagliata”

I Soldi Spicci sono un duo comico siciliano composto da Annandrea Vitrano e Claudio Casisa. I due sono diventati virali sui social dal 2014 e non si sono mai fermati: apparizioni tv, tournée teatrali e sempre più video social. La loro nuova sfida sarà il cinema col loro primo film “La Fuitina sbagliata”. Durante l’Etna Comics i comici hanno raccontato la loro avventura tra gag e rivelazioni mantenendo sempre una conversazione semironica.

Avete terminato una straordinaria tournée teatrale apprezzata in tutt’Italia. Com’è stata quest’esperienza?

Annandrea: «Noi pensavamo non venisse nessuno e invece con gran soddisfazione…»

Claudio: «…non è venuto nessuno…»

A: «…non è vero! il teatro era pieno e siamo stati felici di quest’accoglienza. Lo scorso anno abbiamo toccato diverse tappe: Napoli, Firenze, Bologna, Genova, Torino»

C: «Con la tournée nazionale pensavamo “finalmente riusciamo ad avere un pubblico fuori dalla Sicilia” invece sono tutti siciliani. A Genova è stato incredibile: entriamo in scena e si sente “forza picciotti”. Noi siciliani abbiamo invaso l’Italia e ci facciamo riconoscere sempre. Siamo felici di aver trovato fuori sede e portato un po’ di sicilianità».

Il vostro stile comico è d’impronta siciliana, è difficile affermare la vostra comicità in ambito nazionale?

Annandrea: «Devo dire che non è stato difficile. La comicità siciliana è apprezzata in tutt’Italia basta non usare termini dialettali stretti. Cadenza e modo di fare sono accolti molto bene. Non c’è mai stata difficoltà di comprensione tra noi e il pubblico»

Claudio: «La gente apprezza le battute in siciliano. In scena è capitato che uscisse un “cammurria” facendo partire magicamente l’applauso, sia perché i siciliani fuori hanno bisogno di sentire e parlare un po’ il dialetto sia perché milanesi e romani apprezzano il nostro dialetto. Siamo molti fieri e contenti. La gente impazzisce in tutt’Italia, ride e apprezza quando abbiamo quegli atteggiamenti siculi con quei piccoli intercalari. La Vitrano incarna perfettamente la sicula gelosa…»

A: «…che non sono in realtà per niente…»

C: «…io rappresento il povero disgraziato accanto a una donna sicula e al pubblico nazionale piace».

Quanto sono stati importanti i social nella vostra carriera? Lo considerate il vostro trampolino di lancio?

Annandrea: «Tantissimo. È il mezzo di comunicazione che ci ha permesso di arrivare a tanta gente spingendola anche a teatro. Sicuramente senza i social noi non saremmo dove siamo. Non abbiamo iniziato coi social, ci ha resi noti ma in realtà noi ci siamo conosciuti in una scuola teatrale e fatto Colorado nel 2014: non ci ha “cagati” nessuno»

Claudio: «Nessuno calcola questi programmi ma nemmeno mia madre che mentre eravamo in onda si guardava le puntate de Il Segreto»

A: «È una storia che mi piace raccontare. Non ci hanno riconfermato nell’edizione successiva quindi eravamo depressissimi, ci chiedevamo in cosa avessimo sbagliato. Un po’ per scherzo abbiamo postato dei video e uno, veramente semplice, ha scatenato moltissime visualizzazioni e condivisioni. Ci siamo detti “Aspetta, può essere che…”»

C: «Alle volte mentre litighiamo ci fermiamo dicendo “Però questo è interessante potrebbe funzionare” e lei si arrabbia da morire. Dopo quest’esplosione fortunata e inaspettata dal web, Colorado ci ha richiamato e noi da buonissime persone abbiamo risposto Tiè! A parte l’ironia, bisogna prendersele queste soddisfazioni perché non siamo solo sono numeri».

Da dov’è scaturita l’idea del primo video? È stato il punto di svolta?

Claudio: «Non c’è stata un’idea al primo video ma non ce lo dimenticheremo più…»

Annandrea: «…Il 5 ottobre 2014…»

C: «…capito perché è laureata? Si ricorda le date. La Vitrano era a dieta e c’è una dittatura in casa: lo è lei quindi lo sono anch’io. Io preparai una crepe, abbiamo acceso la telecamera dicendo “facciamo questa scenetta”. Buona la prima, l’abbiamo lanciata ed è stata premiata la spontaneità del momento che abbiamo cercato di mantenere in ogni video»

A: «Il nostro punto di svolta credo sia stato il nostro incontro. Abbiamo avuto delle carriere singole poi c’è stato questo momento nel 2012 in cui ci siamo incontrati e probabilmente le nostre vite lì unendosi sono cambiate»

C: «Possiamo dire che siamo nel pieno della nostra svolta. Ci stanno succedendo tante cose bellissime. Ogni cosa che sta accadendo è un piccolo punto di svolta e non ci vogliamo fermare: dallo spettacolo al video che ci va bene o il film, diamo valore a tutto».

Il vostro sketch preferito?

Annandrea: «Rosy Abate: un video da cinque minuti che ha ricevuto tantissime visualizzazioni nonostante il minutaggio. Abbiamo avuto la possibilità di raccontare una storia in maniera ironica ma lasciando un messaggio chiaro. È stata anche una prova attoriale»

Claudio: «Voi non ci crederete ma il mio video preferito è lo stesso e la mia risposta sarebbe identica a quella della Vitrano»

A: «Sei un copione! Copione!»

C: «È veramente quello. Mi piace tanto perché oltre aver fatto della sana comicità abbiamo toccato un argomento a cui tengo particolarmente: dare maggiore valore alla nostra Sicilia e non solo tramite i film mafiosi. È un video che dice tanto».

Nello specifico cosa pensate delle storie di stampo siciliano in cui s’ingaggiano attori non siciliani?

Claudio: «Le produzioni che finanziano in Sicilia sono in parte simili. Fuori siamo ancora riconosciuti attraverso l’etichetta di mafiosi quindi le produzioni maggiori sono proiettate in quella direzione. Prima di “imbeccare” questa strada meravigliosa abbiamo fatto molti provini ma…»

Annandrea: «…cos’è sto “imbeccare”, imboccare semmai…»

C: «…abbiamo “imboccato” questa strada e fatto tanti provini. Ho fatto la comparsa nel Giovane Montalbano e volevano che storpiassi il dialetto. In Sicilia c’è un bel fermento, tante nuove produzioni. Secondo me piano piano, grazie alla comicità, avremo un bel riscatto, come sta succedendo al momento a Napoli, in un momento fiorente dal punto di vista cinematografico, con tante produzioni che non si legano solo alla camorra. C’è da fare una distinzione, perché i film di mafia in memoria di chi ha lottato per noi ben vengano. Noi siamo contrari a chi usa la mafia per fare audience tv ma guai a chi ci tocca I Cento Passi».

Una domanda che vi ha accompagnato costantemente: è solo un sodalizio artistico o c’è altro?

Claudio: «Noi in realtà ci siamo conosciuti in un corso di teatro perché la Vitrano ha il sogno di fare l’attrice seria, drammatica, infatti lavorare con lei è un dramma ogni giorno. Lei voleva fare Medea e opere teatrali simili»

Annandrea: «Il teatro classico che tu sogni da bambina»

C: «Fa sognare tutti, nel senso che si “addurmisci macari il pubblico”»

A: «Mi sarebbe piaciuto ma non è andata così»

C: «Non è andata così e ci siamo conosciuti in questo corso. In realtà qua vi sveliamo un segreto: la Vitrano si è innamorata di me, si è innamorata di me!»

A: «Non ci credete»

C: «Diglielo diglielo! Io ero fidanzato tra l’altro, stavo rovinando una ragazza serena»

A: «No, no è vero, non lo so cos’è successo “picciotti”, probabilmente stavo molto male quel giorno, “sappi chiddu ca vitti”, però l’ho visto e sì, è stato un colpo di fulmine. È nato contemporaneamente il sodalizio amore e lavoro, forse prima d’amore e poi lavorativo»

C: «È nato contemporaneamente. Il primo bacio ce lo siamo dati dietro le quinte, vedi quanto romanticismo, poi da quel giorno non ce ne siamo dati più, scherzo! Unire vita lavorativa e vita sentimentale non è una cosa facilissima».

A inizio carriera nascondevate d’essere una coppia. Questo vi ha “aiutato”?

Annandrea: «Moltissimo. Perché quando c’è il dubbio di qualcosa si crea ancor più curiosità. La gente per tanto tempo ci ha chiesto “Siete fratello e sorella? Siete amici? Che cosa siete?” quindi ha suscitato questa gran curiosità di sapere»

Claudio: «Quando tu dici le cose, perdono un po’ di valore. Il mistero ha sempre il suo fascino».

Quali sono le dinamiche vincenti nel coniugare amore e lavoro in quanto coppia?

Annandrea: «È veramente difficile, devo essere sincera. Qualche annetto fa era una delle cose che mi faceva soffrire tanto perché lui è sempre a mille. La nostra vita privata e sentimentale sono molto, molto, molto legate. Ci imponiamo di trovare degli spazi per noi, sono veramente pochi»

Claudio: «Devo dire che una delle nostre fortune come coppia sia litigare, penso sia uno dei maggiori segreti della nostra coppia. Il nostro lavoro non ha un orario perché un’idea ti viene all’improvviso. Io mi sveglio la mattina, sogno che lei non mi fa fare qualcosa, ne parlo con lei e cominciamo subito a scrivere. Scrivere uno spettacolo, uno sketch, per i social o un film sono tutte cose che ti mettono sempre in continuo confronto»

A: «La pensiamo sempre in modi diversi, non c’è mai una cosa in cui siamo completamente d’accordo ma penso sia una risorsa».

Quali sono i vostri progetti futuri?

Annandrea: «C’è il nostro film, ragazzi a ottobre venite al cinema per favore, venite, venite, venite! Lo abbiamo girato in Sicilia un anno e mezzo fa, non parla di mafia ed è un figlio che vedrà la luce tra pochissimo».

Claudio: «Questi sono gli unici figli che riusciamo a fare noi»

A: «È stato un lavoro enorme, immenso, a cui siamo profondamente legati, lo abbiamo scritto noi. Pensiamo già al secondo film in cui magari potremmo occuparci di parte della regia, ampliare le nostre conoscenze»

C: «Assolutamente sì, la regia sarebbe un bell’obiettivo ma arriverà molto dopo. Sicuramente dopo il film ci sarà uno spettacolo teatrale con annessa nuova tournée che partirà dalla Sicilia, poi magari ci sarà anche un altro film e forse la nostra regia».

Possiamo raccontare qualcosa riguardo il film?

Annandrea: «È una storia d’amore, un Romeo e Giulietta al contrario, cioè, noi non vogliamo stare insieme ma i nostri genitori vogliono che noi stiamo insieme»

Claudio: «Nella realtà invece è il contrario io la vorrei lasciare ma lei non vuole, sto scherzando. Nel film facciamo di tutto per lasciarci ma non ci riusciamo perché abbiamo genitori molto affiatati che vogliono il bene della coppia. Lei mi lascio, io invece dico ai genitori che ci sposiamo e da lì comincia la storia, nel mentre lei ha un altro ragazzo, insomma sto spoilerando tutto: “staiu cantannu senza lignati”. È il nostro primo passo nel cinema: i Soldi Spicci oltre un minuto e mezzo, in cui li vediamo su Facebook, riescono a reggere sul grande schermo? Purtroppo sappiamo di produzioni provenienti dal web non fortunatissime come per The Pills, Favij, The Jackal. Vorremmo acquisire una credibilità d’attori all’interno d’un film. Speriamo che possa piacere e che possiate giudicarlo in positivo. L’idea non è partorita solo da noi, abbiamo avuto con noi gli sceneggiatori Salvo Rinaudo e Marco Alessi. È un lavoro di gruppo nato dall’idea d’un piccolo incidente comico».

A ottobre uscirà “La Fuitina sbagliata”, il vostro primo film. Quant’è diverso il lavoro cinematografico rispetto a social e teatro?

Annandrea: «Sicuramente una differenza di linguaggio. Il web dev’essere veloce, incisivo, non c’è spazio per tempi morti. Il teatro è meraviglioso perché parli direttamente col pubblico, come se fosse un dialogo mentre per il cinema c’è una preparazione dietro che è molto più lunga e impegnativa. La scrittura di un film prevede, in linea di base, un soggetto ben strutturata, la stesura di una sceneggiatura impiega mesi, poi si deve girare nelle location. C’è una differenza immensa a livello di storia, hai la possibilità raccontare con grandi respiri, prendendoti il tuo tempo, entrando all’interno della psicologia d’un personaggio. Non so che ne pensa Casisa»

Claudio: «Confermo anche perché non potrei mai andare contro, confermiamo, confermiamo!»

A: «Noi abbiamo scritto il film per cinque mesi, un tempo completamente diverso rispetto a quando scriviamo il testo d’un video social, solitamente una settimana. Uno spettacolo teatrale lo scrivi in un mese. Per un film possono volerci molti mesi, nel nostro caso è una commedia, avevamo già la storia. Un video lo pensi, lo scrivi, lo posti e hai subito la reazione del pubblico. Nel teatro vai in scena e hai la reazione del pubblico, se non li stai facendo divertire cambi registro in corsa»

C: «Per esempio, quando lo spettacolo va male, cosa che capita molto di rado, il trucco è che la Vitrano comincia a prendermi di mira. Quando il pubblico è spento lei esorta con “Tanto lui è cretino” e dal pubblico si eleva un coro di “Seee”»

A: «Per il film non sarà così perché questo prodotto lo abbiamo confezionato, il nostro lavoro l’abbiamo fatto ed in sala non ci saremo noi. La gente dovrà guardarlo e giudicarlo. Siamo un po’ in tensione perché il film andrà solo»

C: «C’è tanta ansia, tanta curiosità di sapere cosa ne penserà il pubblico, stiamo fremendo assieme all’intero team, speriamo possa andare bene. Siamo un misto d’emozioni, esaltatissimi. Comunicheremo sui nostri social la data».

Quanto si differenzia la vostra coppia rispetto quella del film?

Annandrea: «Non ci sono grandi differenze caratteriali, la coppia che facciamo vedere ne “La Fuitina sbagliata” è un po’ la nostra coppia, con delle dinamiche diverse legate alle famiglie, che non rispecchiano le nostre. Tendenzialmente abbiamo esagerato i nostri caratteri: lui un po’ più dimesso, più pauroso, forse un po’ più timido e io un po’ più estroversa e verace».

Qual è la genesi del vostro nome, I Soldi Spicci?

Claudio: «Ci trovavamo dietro le quinte d’uno spettacolo e dovevamo decidere il nome. Non ci andava di chiamarci per nome: Ficarra e Picone, Ale e Franz, Aldo, Giovanni Giacomo. Volevamo trovare qualcosa d’originale, avevamo pensato era Anna-Andrea e Claudio, poi ci siamo detti “chiamiamoci I Soldi spicci che suona bene”. Abbiamo dovuto trovare una spiegazione e qua interviene la laureata»

Annandrea: «Abbiamo preferito un nome che potesse essere fresco corto ed originale: I Soldi Spicci, come le monetine che sono piccole ma fanno “scruscio”. Abbiamo iniziato cinque anni fa, eravamo piccini. Nei nostri video gridiamo sempre, ci piace aprire le vocali, far sentire la nostra sicilianità e facciamo molto rumore. Inoltre, come i soldi spicci, se vuoi vederci ci trovi nel cellulare, che spesso anch’esso si trova in tasca».

Vi siete trasferiti a Milano. Cosa vi manca della Sicilia e cosa apprezzate di Milano?

Annandrea: «Ci siamo trasferiti a Milano stando lì per un po’ di tempo perché avevamo un progetto, un contratto, ma siamo ritornati in Sicilia. Viviamo di nuovo qui, abbiamo preso casa a Palermo»

Claudio: «In affitto! In affitto! Perché i siciliani pensano subito “si ficiru i picciuli” subito, subito, subito!»

A: «Milano è una bellissima città piena di possibilità lavorative ma non vedevo l’ora di ritornare in Sicilia. Viaggiamo molto, abbiamo sempre la valigia pronta. È un po’ più difficoltoso, leggermente più complesso rispetto a vivere a Milano, però risceglierei altre mille volte Palermo»

C: «Milano si può dire sia il centro del mondo per il nostro mestiere. Le maggiori tv e produzioni sono lì. Noi dobbiamo scrivere cose divertenti. Milano seppur è una città vivibilissima non è come la Sicilia. Avevamo più difficolta nello scrivere e ci chiedevamo perché non ci venissero le battute, a un certo punto è spuntato a Milano il sole: sentendoci rigenerati abbiamo capito cosa mancasse. Noi riusciamo a gestirci da casa, il web è fantastico per questo».

Spesso nei vostri video si vedono scene di vita comune, apprezzate e riflesse nelle vite di ogni coppia. Fanno parte di vita vissuta o ricerca asettica?

Annandrea: «Non abbiamo mai fatto nulla che non avessimo vissuto in prima persona…»

Claudio: «…capito cosa ho vissuto io!»

A: «Questo per dire che siamo uguali, possiamo ridere veramente delle cose che viviamo ogni giorno, basta semplicemente prendere le cose con un po’ di leggerezza…»

C: «…quello che non fa lei, prendere le cose con leggerezza»

A: «Non abbiamo inventato nulla, è tutto vero»

C: «Noi ci stupiamo sempre, pubblichiamo un video e vediamo 4-5 o 10mila comenti che scrivono “è capitato pure a me”. Non sappiamo quanto una situazione di vita comune possa essere condivisibile col pubblico. A noi succede qualcosa e scriviamo, estremizzandola. Noi siamo contenti, la vita di coppia è abbastanza nota a tutti e ci divertiamo a dare un punto di vista diverso della quotidianità che spesso annoia ma guardata da un altro punto di vista può esserlo meno».

Il successo può essere un’arma a doppio taglio. Subite qualche tipo di pressione? Avete paura di perdere affiatamento?

Claudio: «C’è da distinguere il successo dalla popolarità. Abbiamo successo non perché ci riconoscono per strada ma perché facciamo quello che abbiamo sempre sognato di fare. La popolarità è una cosa che ti mette assolutamente ansia, si ha il timore che da un giorno all’altro questa magia possa finire. Tutti i giorni ci scontriamo con la percezione che ha il pubblico di noi. Abbiamo iniziato che eravamo solo due ragazzi a un certo punto la gente ha cominciato a idealizzarci. A volte abbiamo difficoltà a passare da “belli e simpatici” a “ora si sentono chissà chi” quando in realtà è cambiata solo la percezione del pubblico. Noi chiediamo di mettersi nei nostri panni: non è facile gestire una situazione del genere, soprattutto noi siciliani siamo molto calorosi. Abbiamo un pubblico molto giovane e sono più gli adulti che pretendono cose da noi. A volte sento bambini dire “no non li disturbiamo, stanno mangiando” e i genitori “ma futtatinni!”»

Annandrea: «Noi non abbiamo paura che finisca la popolarità o il successo: avremo successo finché continueremo a fare il lavoro che amiamo».

Tra web e cinema c’è il teatro, quant’è importante per voi?

Claudio: «Speriamo possa continuare a essere la nostra priorità, riuscire sempre in futuro a calcare il palcoscenico. Veniamo dal teatro ed è lì che ci piace stare. Il web è un mezzo che stiamo utilizzando al fine di portare quanta più gente possibile in teatro. È il nostro primo amore e il primo amore non si scorda mai. Gli applausi non sostituiranno mai i like di Facebook»

Annandrea: «Concordo esattamente con ciò che ha detto, torneremo al teatro perché è la nostra base, è il punto solido».

Avete cominciato molto giovani questa carriera, com’è stato affiancare studi scolastici e recitazione?

Annandrea: «Sono due cose assolutamente conciliabili. Io ho finito il liceo classico e mi sono iscritta all’università ma contemporaneamente facevo laboratori teatrali, lavoravo per una associazione culturale. Pur frequentando l’università si ha la possibilità d’effettuare master di recitazione o dei corsi»

Claudio: «Io premetto che lei ha fatto il liceo classico, si è laureata in lingue, per me ogni giorno è un esame, convivere con lei è una continua interrogazione. Mi sono diplomato in un socio-psicopedagogico perché era risaputo che non si facesse niente in quella scuola e c’erano un sacco di femmine. In realtà ho studiato al conservatorio e non riuscivo a conciliarlo con un liceo, poi mi sono dato alla comicità. Non mi sono mai voluto costruire un’alternativa perché a volte si sostituisce col tuo sogno ed era una tentazione in cui non volevo cadere».

Chi ha creduto di più in voi?

Claudio: «Mario Russo, il nostro manager da sempre. Ci siamo noi due in prima linea sul palco, nei video o al cinema però c’è tanta gente che fa un ottimo lavoro dietro. Un artista diventa grande solo se ha delle persone brave e noi fortunatamente le abbiamo. Stiamo costruendo la nostra carriera assieme al nostro manager».

Siete di Palermo e approdate a Catania, avrete sicuramente mangiato un arancin…

Annandrea: «Arancino! Con la O»

Claudio: «Considera che c’è uno chef che l’ha chiamato arancini ma noi preferiamo attenerci alla tradizione e alla diatriba ma che sia arancina o arancino l’importante che sia buono. Diciamo sono diversi: arancino a punta e arancina rotonda e non c’è polemica».

Quindi meglio il panino con la meusa o arancino?

Annandrea: «Panino con la meusa tutta la vita»

Claudio: «Potrebbero ripudiarmi a Palermo ma non mi piace la meusa»

A: «Mi è venuto un “pidittu” che non si può capire».

Marco D’Urso

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here