Immobile comunale incendiato: 18 persone sgombrate

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Dormivano abusivamente all’interno di una struttura accanto all’ex Palazzo delle Poste di viale Africa che era stata gravemente danneggiata dalle fiamme nell’agosto del 2015. L’operazione è stata condotta dalla Polizia municipale con il supporto di una Volante della Polizia di Stato. Sono stati condotti in Questura per essere identificati e diversi sono risultati immigrati irregolari. Il vicesindaco Consoli: “Abbiamo agito per ragioni di sicurezza”. Ripristinata la chiusura dei varchi in legno e lamiera
Diciotto persone di varie nazionalità che dormivano all’interno di una struttura accanto al Palazzo delle Poste di viale Africa sono state condotte in Questura per essere identificate. L’edificio, di proprietà del Comune, era stato gravemente danneggiato dalle fiamme nell’agosto del 2015,
L’operazione, scattata all’alba, è stata condotta da cinque pattuglie della Polizia municipale coordinate dal commissario Francesco Caccamo, con il supporto di una Volante della Polizia di Stato. Dopo l’identificazione è risultato che diversi tra gli sgomberati erano immigrati irregolari.
A ordinare lo sgombero è stato il comandante della Polizia municipale Pietro Belfiore su input del vicesindaco Marco Consoli, il quale ha sottolineato come sia stato necessario agire “per ragioni di sicurezza anche in difesa degli stessi occupanti”. Dopo l’operazione una squadra del Servizio Manutenzioni del Comune ha ripristinato la chiusura dei varchi in legno e lamiera che erano stati danneggiati.
L’immobile di proprietà del Comune, progettato dall’arch. Giacomo Leone era in attesa di ristrutturazione. Il primo appalto era stato assegnato nel 2002 ma nel 2005 c’era stata la risoluzione del contratto. L’opera venne riappaltata nel 2008 ma, nel 2010, l’impresa abbandonò i lavori e il cantiere. Da allora, per ragioni di sicurezza, il Comune ha messo in atto tutte le misure utili a impedire l’accesso all’edificio, chiudendo i varchi con strutture in legno e lamiera. Questi però erano stati divelti e molti migranti avevano così potuto trovare ricovero nella struttura incendiata.
L’edificio, prima dell’incendio, era stato, con una delibera di indirizzo politico siglata il 30 dicembre del 2014, destinato in comodato d’uso all’Accademia di Belle Arti di Catania.

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