Io non dimentico! 23 maggio 1992 – 23 maggio 2018

Correva l’anno 1992, e nei TG dell’intera Italia arrivò la notizia della Strage di Capaci, una strage che non uccise  solo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta ma che inconsapevolmente uccise le coscienze di tutti, più di tutti quella del suo collega ed amico Paolo Borsellino, uccise tutti i siciliani che credevano che loro stavano . -insieme ad altri uomini ed eroi-, riuscendo e sono riusciti ad annientare la mafia ed anche se non è stata del tutto sconfitta loro hanno sicuramente buttato il seme,  seme che oggi hanno raccolto e continuano a raccogliere migliaia di giovani che hanno deciso di lottare contro la mafia.

Giovanni Falcone, arrivava da Roma e si stava dirigendo verso Palermo, ma qualcuno aveva deciso prima di lui la sua sorte, lui insieme alla moglie e alla scorta non arrivò mai a Palermo in quanto un bomba esplose lungo l’autostrada A29, presso lo svincolo  di Capaci.

Quest’attentanto venne messo a segno dopo che venne concluso il maxi processo che  si concluse con pesanti  condanne.

In realtà Falcone cominciò a morire il 18 gennaio 1988, ma per mezzo dei suoi colleghi, in quanto il CSM gli negò il posto all’ufficio  d’istruzione di Palermo, concedendolo a Meli, distruttore del Pool antimafia.

Falcone, sapeva che doveva morire, si sentiva la morte vicina, tanto che ogni giorno affermava: <<mi uccideranno, e lo faranno a Palermo>> .

Oggi ci sono state tante iniziative, al porto di Palermo  stamani è arrivata la Nave della legalità  con a bordo molti giovani per commemorare la strage di Capaci, in tutta Italia sono più di 70mila le ragazze e i ragazzi che partecipano alle iniziative di #PalermoChiamaItalia.

Anche Catania commemora la strage di Capaci, nel quartiere Librino abbiamo l’iniziativa  “Capaci di Crescere”, l’evento è promosso dalla Fondazione Ebbene, ma si hanno varie iniziative in tutta Italia .

Oggi Falcone vedendo tutti questi giovani lottare contro la mafia sono sicura che guardando Borsellino avranno sorriso a tutti questi giovani che commemorano ma soprattutto che dicono no alla mafia perché ci credono, perché vogliono una società basata sul rispetto e non sulla mafia, perché, anche come afferma lui:

“Perché una società vada benesi muova nel progressonell‘esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere.”

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