Le prime parole di Silvia Romano. La ragazza parla della sua conversione “adesso mi chiamo Aisha”.

Ieri dopo 18 mesi è arrivata in Italia Silvia Romana. La ragazza era stata tenuta prigioniera in Kenya e quando è scesa in Italia, alla presenza anche del Premier Giuseppe Conte ha subito abbracciato i genitori.

Non è passata sicuramente inosservata, in quanto è scesa dall’area con i vestiti di tradizione somala, il velo in testa, rifiutandosi di cambiare i suoi vestiti, da qui si sono accesi i dibattiti, in quanto sembrerebbe che la ragazza si sia convertita all’Islam.

Le prime parole della ragazza sono state positive, in quanto ha sostenuto di stare bene sia fisicamente che mentalmente e di non aver ricevuto nessun tipo di violenza, ovviamente era felice di essere in Italia ed ha rivolta i suoi ringraziamenti all’Italia.

Oggi si è tenuto un interrogatorio di circa 4 ore, nei quali è avvenuto il racconto dettagliando di Silvia e della sua prigionia, afferma che il primo mese, per lei è stato terribile,  e che, come riporta il Corriere della Sera, era disperata e piangeva sempre, ma con il passare dei giorni, il pianto ha lasciato posto alla rassegnazione e alla tranquillità in quanto le forze che l’hanno tenuta prigioniera gli hanno detto che non gli avrebbero fatto del male, lei ha chiesto anche un quaderno per scrivere, mentre, continuando  nel suo racconta ha affermato che adesso il suo nome è un altro, non più Silvia, ma Aisha.

Nel suo racconto Silvia ha quindi parlando della sua conversione, avvenuta, come affermato dalla stessa ragazza in modo volontario, “gli ho chiesto di avere il Corano”, ha affermato la ragazza.

Questa è stata la richiesta che quindi ha dato il via libera alla sua conversione, “leggevo e scrivevo e più volte al giorno sentivo il muezzin che richiamava i fedeli per la preghiera”.

Nella stanza come affermato da Silvia, era sempre da sola, mentre dormiva per terra, la ragazza non è mai stata violentata e nemmeno è stata mai picchiata, nulla sa invece delle persone che l’hanno tenuta prigioniera in quanto entravano con il volto coperto.

Poi ha anche affermato che in 18 mesi ha dovuto girare ben 6 filmati, l’ultimo è avvenuto il 17 gennaio ed è stato il video decisivo per la liberazione.

La ragazza ovviamente rispetto a 18 mesi fa è cambiata, non è cambiata solo la sua religione e il suo nome, ma ovviamente è cambiata nel suo comportamento e nei modi di fare, è diversa.

A parlare è poi il leader della lega, Matteo Salvini, affermando: “auguro una serena vita a questa ragazza ma ribadisco che per rispetto di coloro che rischiano la vita per salvare le altre vite, prima di dire la prima cosa che farà sarà tornare in un luogo a rischio, ci penserei due volte. In questi casi nulla accade gratis”.

Mentre, Giorgia Meloni, al programma Che Tempo Che Fa, ha affermato: “il rientro a casa della ragazza è una bella notizia. Spero e auspico che il Governo di prodighi per stanare i suoi carcerieri e rapinatori. Sarebbe un dramma se passare il messaggio che rapire un italiano possa essere remunerativo. Serve un messaggio netto in tal senso”.

 

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