Manovra, dalla procedura di infrazione alle sanzioni, l’Italia a rischio.

Per la prima volta dal 2013, o meglio da quando sono in vigore le regole attuali del Patto di stabilità e crescita, la Commissione europea, ha deciso di negare il programma bilancio di uno Stato membro (l’Italia) e chiede di presentarne uno rivisto.

Il Governo italiano ha adesso soltanto tre settimane di tempo per cambiare i propri obiettivi e tornare a ripercorrere la strada della riduzione del debito pubblico.

Secondo le forme comunitaria, ogni anno, entro la fine di novembre, la Commissione europea, deve esprimere dei giudizi sui diversi bilanci nazionali e Roma, ha il tempo di rivedere la propria posizione, entro la riunione del 21 novembre, durante la quale, i commissari  ottempereranno  a tale obbligo.

L’avvio della Procedura contro l’Italia, sarebbe lungo ed anche composto da più fasi, prima di tutto la Commissione dovrebbe stabilire un nuovo rapporto  sull’evoluzione del debito ed a quel punto, dovrà inviare una raccomandazione al Consiglio Europeo chiedendo l’apertura  della procedura per debito eccessivo e questa ultima tappa, chiederebbe a Rima di aggiustare il tiro entro 6 mesi.

Davanti ad un eventuale  opposizione del governo giallo-verde, di accogliere le raccomandazioni del Consiglio, scatterebbero pesanti sanzioni economiche e l’unica possibile che tali sanzioni non ci siano è che in seno al Consiglio si crei una maggioranza  di Paesi membri contrari, ma se invece passasse la linea rigorista, l’Italia, potrebbe essere toccata da diverse sanzioni e l’Europa potrebbe anche obbligarci a fornire informazioni in più prima dell’emissione  di titoli di Stato e potrebbe invitare sia la Banca Europea sia la BCE a registrare i loro prestiti e ci potrebbe imporre la costituzione di un deposito infruttifero.

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