Mantova, bimbo ucciso dal padre, la madre:”nessuno mi ha aiutata”.

Diceva sempre “Vi brucio tutto, con voi dentro”, minaccia che due giorni fa si è trasformato in realtà. Colpevole sempre un uomo troppo duro e concentrato solo sulla moglie, Gianfranco Zani,  artigiano di 53 anni, che il 21 novembre, ha appiccato il rogo che ha ucciso il figlio, secondogenito.

La tragedia è avvenuta dopo una serie di violenza culminate poi nelle denunce senza esito fatte dalla moglie dell’uomo, Silvia Fojticova, di 39 anni, “ho fatto di tutto per difenderli. ma non mi hanno aiutato” racconta la donna.

Silvia una settimana fa aveva depositato una richiesta di separazione, afferma che il 9 novembre il marito che viveva ancora con lei e con  i figli, aveva avuto nuovamente  una crisi ed inizia ad essere aggressivo con lei e con i suoi figli che cercavano di difendere la loro madre dalle mani di un uomo troppo aggressivo,  la donna riesce a filmare tutto  dopo l’ennesima denuncia dalla Procura di Mantova, fatta la richiesta di misura cautelare, ma il GIP sceglie una misura più blanda, semplicemente l’allontanamento dalla villetta ed il divieto di avvicinamento per il raggio di 100 metri, ma questo non è servito a nulla.

La famiglia era anche stata trasferita in una casa protetta in cui era stata per tre giorni prima di far ritorno nella casa, dove  è avvenuta la tragedia.

Gli avvocati di Silvia, avevano anche fatto richiesta di far cambiare la serratura, ma nessun giudice si era ancora pronunciato, erano tornati da poco dalla casa protetta e la donna afferma che quel giorno  stava  rientrando a casa dopo aver accompagnato il figlio più grande all’orario, Marco che invece, decise di rimanere a casa con la mamma.

La donna pochi minuti prima si era  scontrata con il furgone del marito che la tampona, ed aveva come un presentimento, correndo subito verso casa, quello che si trova davanti è un muro di fumo, non riesce ad entrare e chiama subito i vigili del fuoco ed i carabinieri, anche i pompieri hanno fatica ad entrare in casa, lei pensa e se ne convince “Marco non si è neanche accorto di quello che è successo, probabilmente stava dormendo nella sua stanza per il riposo pomeridiano”.

Siamo di fronte all’ennesima vittima  di un uomo troppo aggressivo, un uomo senza scrupoli che per far pagare alla moglie la sua rabbia, uccide il suo figlio.

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