Nel cuore dello storico quartiere di San Cristoforo, eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale nei confronti di due pluripregiudicati associati al clan mafioso catanese

Nell’ambito dell’attività volta al contrasto  della Criminalità organizzata, la Polizia di Stato ha dato esecuzione alla  misura di prevenzione patrimoniale prevista da Codice Antimafia di due decreti di sequestro emessi dal Tribunale di Catania a carico di due noti pliripregiudicati condannati per associazione mafiosa.

Si tratta di A.S., classe 1955 e S.F., classe 1987. Il primo, storico personaggio appartenente all’organizzazione mafiosa “Santapaola-Ercolano” nella quale per il clan ha sempre rivestito ruoli importanti per via della parentela con la famiglia avendone sposato la cugina di B.S.

L’uomo era dedito al traffico di stupefacenti e ad estorsioni e per molto tempo è stato anche il responsabile del gruppo “ottantapalmi” operante presso il quartiere di San Cristoforo.

Il secondo è invece genero del primo, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e con diverse condanne alle spalle anche per traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini patrimoniali, comprendono un arco temporale che va dal 1980 al 2019 ed hanno permesso di accelerare la sproporzione dei beni.

I decreti di sequestro sono stati emessi a seguito di firme congiunte del Procuratore della Repubblica e del Questore di Catania, Sezione Misure di Prevenzione.

Il tribunale di Prevenzione ritenendo idonei gli elementi investigativi raccolti dal personale della Divisione Polizia Anticrimine e dalla Squadra Mobile della Questura di Catania, ha disposto il sequestro di Prevenzione finalizzato alla confisca di nove beni immobili tra cui, cinque appartamenti in Via Belfiore, in via Vetrano e in Via Ferrara, dove prima si aveva una stalla poi sono stati anche sequestrati, due motoveicoli, 5 autovetture, una società di autonoleggio e diversi rapporti finanziari per un valore di circa 1 miliore di euro e questi erano tutti riconducibili al clan mafioso.

Le indagini patrimoniali sono anche state estese ai familiari e ai conviventi, comprendo un arco temporale che va dal 1980 al 2019 evidenziando la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e quindi, frutto di attività illecite.

I beni immobili, nello specifico alla luce delle analisi hanno trovato giustificazione nei redditi prodotti a malapena sufficienti per le esigenze primarie di sostentamento all’interno del nucleo familiare.

I risultati ottenuti confermano il coinvolgimento della Polizia di Stato di Catania in sinergia con la Procura della Repubblica nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto alle attività imprenditoriali attraverso le quali, le organizzazioni criminali si mimetizzano nell’economia legale.

Le indagini hanno condotto  a molti risultati raggiunti solo nell’ultimo anno che consistono in due confische patrimoniali per un valore di 16.500.000 euro circa, 4 sequestri patrimoniali per un valore di 2.000.000 circa, 4 misure di prevenzione patrimoniali con richieste di sequestro di beni per un valore di 4 milioni di euro e l’applicazione della misura di prevenzione dell’articolo 34 del Codice Antimafia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here