CATANIA – Sono stati tutti arrestati, nessuno risulta latitante: l’operazione denominata “Chaos” partita nei giorni scorsi e conclusa nel corso di stanotte, ha coinvolto circa 300 Carabinieri ed ha permesso di decapitare la cosca mafiosa catanese dei Santapaola Ercolano assicurando alle patrie galere in primis il reggente riconosciuto Antonio Tomaselli, catanese classe 1966. Individuate e colpite duramente anche le diramazioni mafiose nei vari quartieri di Catania, a partire da San Giovanni Galermo, dalla Stazione, da Lineri, allargandosi al territorio provinciale con Giarre, Paternò e Palagonia. Coinvolti nella massiccia operazione anche appartenenti alle famiglie mafiose dei Mazzei e Nardo, in particolare in manette è finito il lentinese Francesco Caltabiano, classe 1958.

Da sinistra il Maggiore Barillo, il Col. Covetti, il Col. Scafuri ed il Procuratore Zuccaro

Questa operazione è frutto di una particolare attenzione che Procura e ROS hanno posto sul territorio catanese- ha spiegato Carmelo Zuccaro, Procuratore di Catania – ed è strettamente legata ad altre operazioni precedenti che hanno via via ridisegnato i vari equilibri sul territorio, naturalmente sotto la nostra costante attenzione. Per i ROS in particolare è stata un’indagine incisiva, in poco meno di un mese sono stati localizzati tutti i soggetti interessati e neanche uno risulta latitante”.

Questa indagine esprime in pieno il cambio di mentalità nel contrasto al crimine, che vogliamo perseguire – ha sottolineato il Procuratore aggiunto che coordina l’area preposta al contrasto a Cosa Nostra – non intendiamo più aspettare che accadano fatti gravi, dobbiamo giocare in attacco non in difesa. Per questi soggetti in particolare non risultano reati gravissimi, ma l’ascolto, l’attenzione sui loro movimenti, ci hanno permesso di anticipare il compimento di reati decisamente più gravi”. Alla conferenza stampa dell’operazione Chaos erano presenti anche il vice Comandante dei ROS, Colonnello Giancarlo Scafuri, ed il Comandante Provinciale di Catania Raffaele Covetti.

L’operazione Chaos ha certificato le difficoltà dell’articolazione di Cosa Nostra catanese, soprattutto in seguito alle operazioni precedenti, che li ha costretti a riorganizzarsi sul territorio – ha evidenziato il Maggiore Barillo, comandante della Sezione Anticrimine di Cataniache ha visto assumere il ruolo apicale di Antonio Tomaselli e dover stabilire nuovi equilibri dei Santapaola Ercolano con le altre famiglie presenti sul territorio, in particolare i Mazzei ed i Nardò, spesso rimettendo al loro posto chi cercava di prendere più spazi del dovuto. Per esempio abbiamo registrazioni emblematiche, come quella in cui Tomaselli ricordava ad un esponente dei Mazzei l’omicidio di Angelo Santapaola, in seno quindi alla stessa famiglia, per significare la completa mancanza di scrupoli nel ristabilire l’ordine interno. Abbiamo inoltre testimonianza di un summit mafioso del 26 ottobre 2016 in cui emissari del Tomaselli hanno incontrato esponenti del clan Nardo per ridisegnare la cartina geografica del potere”. Da rilevare come, per questa indagine, i Carabinieri siano riusciti ad entrare all’interno della rete esclusiva di comunicazione intessuta dai clan,una rete telefonica esclusiva dello stesso tipo di quella usata in tempi non cosi lontani anche dai brigatisti, che utilizzavano principalmente per fissare appuntamenti e quindi parlare di persona. Incontri che sono stati puntualmente supervisionati dai militari. “Resta un dato molto negativo – ha aggiunto il Procuratore Zuccaro – cioè che sui 6 presunti episodi estorsivi di cui abbiamo notizie non si sia mai registrata nessuna denuncia. Serve quindi, lo ribadisco da tempo, un serio cambio di mentalità nei catanesi, perché le forze dell’ordine sono più che mai attive al contrasto alla criminalità organizzata nel catanese”.

 

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