Protesta Pubbliservizi Catania: giorno 4. Il tempo sta per scadere

Il 30 settembre 2017 scadrà il contratto dei lavoratori, i debiti sono sempre pari a 8 milioni di euro ed il 27, a meno di capovolgimenti di fronte, il presidente Silvio Ontario avvierà la messa in liquidazione della Società

CATANIA – Sembra una corsa contro il tempo quella dei lavoratori Pubbliservizi di Catania, che vedono avvicinarsi a grandi passi il 1 ottobre 2017, giorno in cui – a meno di capovolgimenti di fronte – 380 dipendenti della società partecipata dalla Città metropolitana di Catania potrebbero essere ufficialmente disoccupati. Altre due date segneranno questa settimana: domani, martedi 26 settembre, intorno alle ore 16 è previsto un incontro in Prefettura con la presenza del Sindaco e Presidente della Città metropolitana Enzo Bianco oltre al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta; il 27, mercoledi, in caso di un nulla di fatto, sarà il giorno in cui il Presidente Pubbliservizi Silvio Ontario avvierà ufficialmente la procedura di liquidazione della Società. Una società che – allo stato attuale- costa alla Città Metropolitana (ex Provincia) 1 milione 260mila euro al mese: una delle ipotesi, ricordate oggi, lunedi 25 settembre, dai Sindacati scesi ancora una volta in Piazza Duomo insieme ai lavoratori per aggiornare la stampa sull’evoluzione della situazione e redigere un documento congiunto da consegnare nelle mani del Ministro dell’Interno Marco Minniti (che sarà nella città etnea a partire dalle ore 15), è la cessione di una proprietà del valore di 5 milioni di euro dalla Città metropolitana alla Pubbliservizi, che consentirebbe di far fronte almeno per i primi tempi alle primarie esigenze dei lavoratori. Certo, poi servirà un piano a lungo termine: innanzitutto il rinnovo del contratto per i dipendenti in scadenza il 30 settembre, (l’idea che serpeggia creando qualche malumore è quella del contratto di solidarietà, temporaneo e che prevede non più di 800 euro al mese di stipendio, un contratto applicato due anni fa ai dipendenti della Multiservizi Catania – partecipata dal Comune, da non confondere – e che in due anni ha poi prodotto i suoi risultati positivi) ma soprattutto per evitare il fallimento serve ripianare i debiti della Pubbliservizi, che ad oggi ammonterebbero a 8 milioni di euro. Una cifra monstre frutto di anni di gestione scellerata della società- la Pubbliservizi – che dovrebbe curarsi di attività fondamentali in un territorio vasto: copre infatti 58 Comuni in materia di viabilità, manutenzione edifici pubblici (tra cui scuole), gestione servizi museali e tanto altro. A far storcere il naso non solo ai lavoratori sono anche i super stipendi dei dirigenti, che a molti sembrano sempre più un insulto nei confronti dei lavoratori, specie in una situazione di emergenza come quella attuale.
Intanto alle Ciminiere, davanti la sede Pubbliservizi, continua la protesta di alcuni lavoratori che non ne vogliono sapere di scendere da impalcature ad altezze ingestibili dai Vigili del Fuoco: la preoccupazione dei colleghi riguarda anche lo stato di salute di alcuni di loro, che sembrerebbe non essere proprio perfetto.

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