Sottrazione al pagamento di imposte per un valore superiore a 3 milioni di euro. Sequestrati dalla Guardia di Finanza un compresso aziendale e 7 supermercati.

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Due i soggetti sottoposti dal Tribunale agli arresti domiciliari a seguito del reato sistematico di bancarotta fraudolenta sia patrimoniale che documentale e accusati di reati tributari, precisamente si tratta di sottrazione al pagamento di imposte. Reati connessi alla gestione della società di produzione e commercializzazione di prodotti lattiero/caseari.

Per i due soggetti non è finita qui, in quanto con lo stesso provvedimento, la Procura ha anche disposto il sequestro preventivo di un complesso aziendale, un caseificio ubicato in Maniace,  nonché 7 supermercati disposti in vari comuni della provincia etnea, precisamente; Bronte, Randazzo,  Adrano, Paternò, Maletto e Misterbianco.

Inoltre sono state poste sotto sequestro anche le quote sociali e l’intero patrimonio aziendale delle due società, comprendenti beni mobili e immobili, disponibilità finanziarie, beni strumentali tutto con un valore stimabile di un milione di euro.

Le indagini sono state condotte dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia Di Finanza e dalla Compagnia di Catania, sotto la guida dei magistrati della Procura della Repubblica Etnea specializzati nel reati fallimentari e tributari.

Il sistema fraudolento è stato eseguito dagli amministratori delle varie società coinvolte, in particolare da T.A., classe 1969 e T.S., classe 1970, due fratelli, entrambi destinatari della misura cautelare, mentre la figlia di uno dei due fratelli, T.M.P., classe 1994 è stata indagata a seguito del reato di bancarotta fraudolenta.

L’indagine condotta dai finanzieri è stata inizialmente focalizzata agli atti che caratterizzavano la gestione della “Latticini S.r.l.”, dichiarata fallita il 28 marzo del 2019 e delle altre due società tutte facenti parti allo stesso contesto imprenditoriale costituito dai fratelli.

Gli elementi accertati nel corso delle attività investigative, hanno portato in luce, un sistema imprenditoriale posto in essere con una sistematica violazione delle leggi tributarie realizzando un’artificiosità dei meccanismi illeciti e la riproposizione  costante nel tempo, mediante la costituzione e l’uso di nuove società con il contestuale abbandono delle vecchie come la “bad company”.

I Finanzieri di Catania, hanno quindi provveduto ad eseguire: la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti degli amministratori della fallita società e il sequestro preventivo di un compresso aziendale costituito da un caseificio e da 7 supermercati.

L’indagine ha infine consentito di far luce su un sistema illecito posto dalla famiglia, i quali, adottando fittizi negozi giuridici in favore di entità giuridiche sempre riconducibili ad essi riuscirono sistematicamente a frodare sia l’Erario che le procedure fallimentari rendendo vana ogni azione di recupero.

Tutto questo consentiva al gruppo imprenditoriale di continuare ad operare nel mercato di riferimento in costante dispregio agli obblighi di  legge, frodando il Fisco, gli enti assistenziali, e quelli previdenziali e arrecando danni economici alle società concorrenti operanti dello stesso segmento commerciale.

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