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Una discarica in meno sull’Etna grazie agli ingegneri

L’internazionalizzazione a volte è vista come un male a cui opporsi, rivendicando le radici locali. Nella giusta misura, il connubio tra internazionale e locale offre spunti interessanti per migliorare il Territorio. È il caso dei dipendenti della società Skylabs: una discarica abusiva sull’Etna è stata bonificata da ingegneri, programmatori ed informatici.

La new economy italiana formata da eccellenze italiane, che per lavoro si occupano d’innovazione tecnologica al servizio di tante aziende internazionali, ha aiutato l’ambiente con un piccolo ma simbolico gesto. Dal nord al sud Italia sono stati 70 i lavoratori messi al servizio della comunità con due eventi solidali.

La discarica a cielo aperto si trovava nel territorio del Parco dell’Etna, lungo la Strada Provinciale Etna Settentrionale. Il luogo è comunemente conosciuta come “Quota Mille”. La bonifica è avvenuta col patrocinio dell’ente regionale Parco dell’Etna, del Comune di Linguaglossa e del Comune di Castiglione di Sicilia. In una collaborazione tra pubblico e privato, i 70 dipendenti hanno bonificato la zona, donando nuova linfa all’ambiente intorno al Vulcano.

Gradangolo del Parco dell'Etna

A spiegare l’iniziativa è il CEO di Skylabs Luca Martino: «Crediamo che l’innovazione si misuri anche dall’impatto sociale che un’azienda genera. Negli scorsi giorni, abbiamo coinvolto tutte e quattro le nostre sedi: Catania, Milano, Roma e Lugano in attività di volontariato. Quest’anno, infatti, abbiamo aderito al progetto internazionale Pledge 1%, che prevede di impegnarsi, durante l’orario lavorativo, per restituire valore alla società».

Autore - Marco D'Urso

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