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Da oggi i medici possono prescrivere la pillola anti Covid

L’antivirale Paxlovid ha un’efficacia fino al 90% nel proteggere dall’ospedalizzazione, ma va somministrato subito.

A partire da oggi anche i medici di medicina generale possono prescrivere il farmaco antivirale Paxlovid per il trattamento precoce della malattia da coronavirus. Così l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in una nota pubblicata sul proprio sito. La decisione dell’Aifa è diventata esecutiva con la pubblicazione della determinazione Aifa nella Gazzetta ufficiale del 20 aprile. Con la ricetta del medico di medicina generale il paziente potrà ritirare il farmaco direttamente in farmacia, senza costi a carico del cittadino e senza aggravi per il Ssn.

“Paxlovid è indicato per il trattamento di pazienti adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione a COVID-19 severa, come ad esempio i pazienti affetti da patologie oncologiche, malattie cardiovascolari, diabete mellito non compensato, broncopneumopatia cronica e obesità grave”, ricorda l’Aifa. Il trattamento deve essere iniziato il più precocemente possibile, e comunque entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi.

“La prescrizione del farmaco richiede un’anamnesi farmacologica preventiva, per escludere la presenza di eventuali interazioni con farmaci assunti contemporaneamente dal paziente” rimarcano gli esperti dell’Aifa.

Paxlovid, come funziona la pillola anti covid

L’antivirale Paxlovid sviluppato da Pfizer è indicato per il trattamento (per la durata di 5 giorni) di pazienti adulti con infezione recente da Sars-CoV-2 con malattia lieve-moderata che non hanno bisogno di ossigenoterapia e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 severo. L’efficacia è superiore, dunque, al 30% di riduzione di decessi e ricoveri associato a Molnupiravir, l’altra pillola sviluppata da MSD (l’azienda americana che per problemi di confusione del brand con l’omonima tedesca può essere chiamata “Merck“ solo negli Usa e in Canada), anch’essa antivirale ma che attacca su un fronte diverso il coronavirus, “ingannandone“ la Rna polimerasi (l’enzima che permette la replicazione del virus) con una scarica d’errori di copiatura

Autore - Redazione - Roberc

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