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I LAVORATORI DELLA DOMENICA.

No, non sono, come la dicitura potrebbe suggerire, gli approssimati e i faciloni.

Dietro quella definizione, esiste una folta schiera di persone che, nel giorno tradizionalmente deputato al riposo, salutano famiglia, figli, anziani genitori, partners o amici e vanno a compiere il loro dovere.
Lo fanno nella consapevolezza che il lavoro che hanno scelto di svolgere preveda questo sacrificio, ma non per questo sono degni di minore rispetto, paragonati ai “mezzemaniche “ del lunedì mattina o, peggio, che siano addirittura, secondo il trend attuale, considerati quasi come degli schiavi, dal momento che lavorano in un giorno inusuale.

Che poi, l’esercito dei lavoratori che non conoscono né domeniche né festivi, é ormai estesissimo e su alcune categorie si potrebbe discutere se è davvero necessario sacrificarle, ad esempio per uno shopping che può aver luogo benissimo in altri giorni.

Perché queste persone dovrebbero essere degne di rispetto ?

Perché anche il Catone più in malafede sa benissimo che il riposo infrasettimanale non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello domenicale,nel quale, tanto per dirne una, esiste la semplice possibilità di sedersi a tavola con i propri cari, i quali, normalmente,durante la settimana sono reclamati altrove dalle loro occupazioni.

Invece, non solo questo rispetto non esiste, né a livello etico, né retributivo , né organizzativo, ma lo scenario che si apre davanti agli occhi è il seguente: ragazzotti di sana e robusta costituzione fisica si godono la vita con il RDC e fanno la grazia ai genitori di entrare nel mondo del lavoro solo se il “patron”garantisce loro l’ingresso dalla porta principale ( van@@@@ i titoli), e sessantenni stanchi e provati continuano ad indossare camici, divise, tute di sicurezza per interventi h24 sulle strade o negli acquedotti, etc…

 

Un trend molto pericoloso,

questo, perché la sufficienza con la quale la società ,i contratti collettivi e finanche gli stessi sindacati guardano al lavoro a turni, fa sì che intorno al medesimo si crei un’aura di “minus”, che allontana i giovani dallo stesso. Di qualunque categoria si parli, dalla più qualificata a quella di base.

Sbaglierò, ma io ritengo che questi lavoratori meriterebbero, invece, due volte considerazione, per il fatto stesso di mandare avanti, con la loro presenza, attività produttive o servizi essenziali in assenza di molte altre categorie che, nell’arco della settimana, contribuiscono al loro “funzionamento “.

Il mondo si è capovolto nei suoi valori.
Ma non dobbiamo finire per forza tutti a testa in giù per seguirlo.

Autore - Redazione - Roberc

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